giovedì 1 maggio 2014
Parafrasando Jacques Prevert
lunedì 28 aprile 2014
La veritá é che ho ancora troppe cose da fare...
Nella vita ci sono momenti di amore profondo.
Momenti inaspettati che non hanno niente a che vedere con quello che ti aspetti.
Un padre ritrovato, il risveglio dall'anestesia di un'operazione che temevi.
Pensieri anarchici che vanno ad abbracciare dolcemente qualcuno che nemmeno si ricorda di te.
Ho pensato che per la prima volta seriamente che sarebbe potuta essere l'ultima volta che uscivo di casa.
Poco prima dell'operazione mio padre mi ha chiesto dove avevo parcheggiato la macchina. Mi ha fatto infuriare, perché ho capito che nemmeno lui, che mi ama come nessuno ha mai fatto, era sicuro che mi sarei risvegliata.
"Non ti serve saperlo, perche io mi risveglieró e la userò per riportarmi da sola".
E lui ha pianto.
Anche io.
Però l'ho fatto davvero. E mi sono portata a casa con tutti i miei pezzi attaccati.
Sveglia, un pó debole, ma in fondo piu forte di prima.
Mi hanno raccontato che quando sono uscita dalla sala operatoria dicevo a tutti quelli che incrociavano me e la mia barella "lo vedi che sono forte? Sono una bomba io! Ora vado a prendermi un caffé al bar"
Hahahhaa.
Mia madre, che mi aspettava in camera, dice che mi ha sentito dal corridoio, a quanto pare chiedevo a tutti come stavano e se erano felici. E continuavo a dire che bisogna esssere felici sempre.
Ad una porta dalla mia stanza ho fatto fermare la barella per parlare ad una ragazza operata per aborto spontaneo. volevo farla stare meglio a tutti i costi, io, con i tubi chr mi pendevano da ogni dove.
Quando finalmente sono dtata portata nella camera, mia mamma sorrideva.
"L'ho capito dalle dal corridoio che me la stavate riportando,
questa,
unica e inconfondibile,
é mia figlia. Noi la chiamiamo pentolina. Fa cosí da quando ha imparato a parlare"
Poveri genitori, chissa quanto rompevo le palle.
Nel delirio da morfina ho pensato che fosse ironico farmi il mio primo selfie. Del tipo voi fighette vi mettete in posa e io l'unico che mi faccio é nel mio stato estetico peggiore: dopo un'anestesia totale in cui pare stessi inspiegabilmente sul punto di lasciarci le penne
(Niente di inspiegabile, ci si deve andare digiuni e senza acqua o sigarette da 24 ore, e io me ne sono fregata)
L'anestesista dice che le ho fatto perdere 10 anni di vita.
Io comunque sono ancora qui.
giovedì 3 aprile 2014
riflessioni
L'ho fatto consapevolmente. E sapevo di sbagliare.
Non hanno funzionato.
Più di due volte nella vita ho intrapreso dei lavori perchè bisogna lavorare, lavori che ho sempre odiato e ho sempre trovato andare contro i miei valori, contro me stessa.
Questo l'ho fatto inconsapevolmente, pensavo di fare il giusto.
Non hanno funzionato.
Adesso, a 36 anni, ho capito che non posso più permettermi di fare cose contro la mia natura.
Mai più
Farò la fame, lo so, ma farò ciò che voglio.
Ho capito che non ho più tempo da sprecare in attività o persone che non rispettano la mia natura.
Ciao.
mercoledì 19 marzo 2014
Correre
Avete presente quando la sabbia scotta
ma tu te ne freghi
perchè tanto sai che stai correndo verso il mare?
Ecco,
secondo me la vita andrebbe vissuta così....
martedì 18 marzo 2014
Fai ciò che ami, dicono loro....
Mi fa venire l'angoscia.
Tutto questo tempo perso a servire persone insulse, pagare stupidi bollettini, spedire raccomandate che portano quasi sempre solo cattive notizie.
Mi sento in gabbia quando sono qui.
Voglio uscire
voglio dipingere
voglio correre
qualunque cosa fuori da qui mi sembra un investimento di tempo migliore.
Aprile 1952:
"Al direttore degli uffici postali della California.
Per favore accetti le mie dimissioni. Questa occupazione è dannosa per la mia salute. All'ufficio postale tutti mi trattano bene, ma io devo trovare un'occupazione a me più congeniale".
C. Bukowsky."
venerdì 14 marzo 2014
piccoli regali della vita
Ieri è uscito in una testata locale un articolo su di me, in cui vengo definita l'antidoto al pessimismo dilagante.
ahahhahahahahaajajajajaa
é vero,
però chi legge qui non può saperlo, visto che qui da sempre ci vengo a scaricare le bruttezze e ansie annesse.
Ecco, però, io sono...
"l'antidoto al pessimismo dilagante"
(hahahahahaa)
e se non lo sapevate, come diceva Vulvia, sapevatelo!
martedì 11 marzo 2014
Quando resuscito mi vesto anche io da Napoleone
io avevo dei gatti a cui tenevo molto che sono morti, in un periodo in cui stavo perdendo praticamente tutto, purtroppo ho perso anche loro.
Stanotte li ho sognati, ma non semplicemente li, nel sogno tornavano a casa, tutti e due, e uno dei due, vestito da napoleone, mi spiegava che mi avevano cercato per tutta la città ma non avevano mai perso la speranza, e infine ce l'avevano fatta.
Mi diceva anche di volermi bene.
Era bellissimo.
Io capisco più o meno il significato psicologico che si nasconde dietro ad un sogno del genere, però è tutto il giorno che mi interrogo:
perchè mai il mio cervello avrà vestito uno dei due gatti da Napoleone?????
Non c'è niente da fare, sono una buffona anche nell'inconscio :-) :-)
Kiss kiss