lunedì 23 settembre 2013

Ain't no sunshine....


Io cuore si muove come il mare, e anche quando sembra calma piatta un'ondata può travolgerti.

Come sentire per caso questa canzone, e ritrovarsi in un attimo in un baratro che cerchi di dimenticare.

Ain't no sushine since you're gone....

venerdì 20 settembre 2013

Chiedimi di sparare cazzate e scoprirai un talento....

Oggi ho dovuto scrivere la mia biografia di artista perché a quanto pare dei miei quadri sono stati scelti da un'importante galleria di Venezia.


Mamma mia quanto ho riso!!! 

giovedì 12 settembre 2013

Allora io pensavo,
e mi sbagliavo,
che questo mio blog fosse deceduto.
Invece no

Ci sono finita, sbattuta veramente, mentre leggevo un altro blog

QUESTO

Mi stavo documentando sul Paradosso del gatto di Schrödinger

Vorrei spiegarvelo ma onestamente non penso di esserne in grado fino in fondo.
Il paradosso però è che, in base alla fisica quantistica, il gatto è scientificamente sia vivo che morto, finchè qualcuno non va a verificare.

E guarda un pò, il blog come il gatto!
io pensavo che fosse morto
invece nell'ultimo mese ha avuto tante visualizzazioni e commenti, esattamente come quando io ci scrivevo.

Dunque....
per me era morto
per qualcuno era vivo
era entrambe

Ora però, che ho aperto la scatola,
è UFFICIALMENTE    V I V O

Dunque non posso esimermi dal riprendere a svuotarci dentro le mie str....ehmmm...
pillole di saggezza, 
ecco.

A presto ;)

domenica 1 luglio 2012

Ho questa cosa, da sempre, che mi
Brucia dentro. E non so cosa farci.
Vado avanti cercando sempre la mia strada.

È la mia sete d'amore che me ne priva.

Se solo riuscissi a mettere un piatto in più dall'altro lato della bilancia....

...non potendo aggiungere, molto a malincuore, levo dall'altro lato.


Voglio un figlio. Voglio andare a letto alle dieci della sera, voglio svegliarmi la mattina alle sette sapendo di dovermi prendere cura di chi amo.

Piccole donne crescono....

mercoledì 18 aprile 2012

I sogni son desideri....

Succede questo: che da quando ho trovato una base scientifica a quello che ho sempre pensato essere solo un mio pensiero, e quindi mi sono permessa di crederci davvero, il mondo ha iniziato a cambiare.
Così ogni giorno arriva una nuova meravigliosa sorpresa.

Ecco.

Insomma, credete nei vostri sogni, non per metafisica, bensì per fisica quantistica.

Poi ve la spiego meglio...
....e rimarrete a bocca aperta.


lunedì 16 aprile 2012

La vittoria non ha medaglie

Ho fatto meta
oggi ho fatto meta.
Sembra una piccola cosa, ma per chi gioca da anni al centro, abituata a prendere botte senza nemmeno poterci sperare di fare quella corsa, è una felicità che è davvero difficile da descrivere.
Non c'ero mai riuscita fin'ora.
Eppure in area di meta ci sono stata così tante volte...però il mio ruolo era placcare l'altra squadra, così che le mie compagne potessero schiacciare quella palla.
Ne ho fatte tante di mete, facendo bene quello che dovevo, ma mai, ancora, ero stata io a schiacciarla quella palla.

Oggi ho fatto meta
l'ho schiacciata io
e ho deciso di raccontarvi il perchè.
Ci ho messo un pò prima di decidermi a scrivere, perchè volevo evitare banalità.
Troppo facile dire "il frutto di tanti sacrifici"
Sarebbe una bella spiegazione, ma al tempo stesso una bugia.
Perché sacrifici per il rugby è vero che ne ho fatti tanti
ma ad essere onesta, in questo periodo mi sono limitata a divertirmi.

Eppure qualcosa di diverso c'è.
Sapete cosa?
La voglia!
Era la mia testa ad essere diversa oggi: volevo, fortissimamente volevo, arrivare a meta!
Era l'ultima partita di campionato, l'ultima di due anni
probabilmente anche l'ultima in assoluto, visto che sono più vicina ai 40 che ai trenta, e ho tanti problemi di salute tutt'altro che banali.

Il fatto è che lo volevo, fortissimamente, fino al midollo
così tanto che ieri notte mi sono addormentata immaginandola quella meta
e stamattina mi sono svegliata con la convinzione che oggi ce l'avrei fatta.

"Se credi che qualcosa sia vero, lo sarà nelle sue conseguenze"
E' la prima cosa che ti insegnano quanto inizi la facoltà che ho fatto io.

Dio mio quanto è vero.

Ho fatto meta...e ancora non mi sembra vero!

E non è stata meta servita, solo riguardando le foto mi sono accorta che ne avevo ben 5 a 10 cm che mi rincorrevano. E mi hanno anche preso.
Ma non potevano fermarmi,
perchè non erano le gambe a spingermi,
ma la voglia, il desiderio, la convinzione, che io ci sarei finalmente arrivata
in quel rettangolino di prato infangato.

E ci sono arrivata
e l'ho schiacciata così forte, quella palla
che mi sono rotta una mano.
Ma pensate che mi importi qualcosa?

E' tutto il giorno che mi guardo questa mano gonfia, rotta, e ogni volta che la vedo rivivo la felicità di quel momento.
E' questo è il rugby.

Ti rompi una mano e non lo senti nemmeno il dolore, perchè ne vai fiero.
E non per te, ma perchè pensi alla tua squadra.
E si, perchè la vera felicità non è stata il mio arrivare a schiacciare la palla, ma il calore delle mie compagne che, subito dopo, mi sono salite addosso, tutte, dalla prima all'ultima.
Ma non per la meta, che tanto stavamo già vincendo, mete ne avevano già fatte altre. La mia non cambiava niente.
No, la loro felicità era solo per me, perchè dopo anni che giochiamo e ci alleniamo insieme, quello che c'è nel mio cuore è nel loro.
A tutte loro ho servito, almeno una volta, una palla che è diventata meta. Ognuna di loro è arrivata in quel rettangolo sentendo la mia voce alle spalle a sostenerle, sapendo che ero li, pronta a spappolarmi contro chiunque cercasse di fermarle. E tutte, dalla prima all'ultima, sapevano quanto mi sarebbe piaciuto, un giorno, essere io quella che correva, e sentire la loro voce a sostenermi.
E così è stato.

Ulravano mentre correvo, tutte, da quelle in campo fino alla panchina: Vai Vale, corriiiiii, corriii!
E io ho corso, più veloce che potevo.

Ho fatto meta, e nel secondo esatto in cui l'arbitro ha fischiato la meta mi sono salite tutte addosso, abbracciandomi, accarazzandomi, ridendo e piangendo piangendo di felicità con me, per me.


Oggi ho segnato un insignificante punto in una partita che era gia vinta.
E le altre le abbiamo perse tutte, eppure la mia squadra ha passato una giornata di pura gioia, come se lo avessimo vinto, quel campionato.

E lo sapete cosa vi dico?
Noi lo abbiamo vinto davvero
perchè se 10 ragazze si svegliano la mattina alle 6, affrontano quasi due ore di viaggio, giocano sotto la pioggia e con il maestrale che ti ghiaccia il sudore sulla schiena,
perdono due partite su tre, ne escono quasi tutte zoppicanti o comunque ferite
e nonostante ciò,
sono le più felici del campionato
solo perchè una di loro è riuscita a realizzare un sogno
beh...
non esiste una medaglia 

o una classifica 

più preziosa di questa.

Questa è, semplicemente, "La" vittoria...

semplicemente 





Rugby.