domenica 25 aprile 2010

Sempre di domenica....

La situazione è questa: è domenica, c'è il sole, vorrei fare qualcosa....ma invece continuo a restare al pc a fumare una sigaretta dietro l'altra......ho questo senso di vuoto che certe volte mi immobilizza. Ma cacchio devo fare qualcosa, o a fine giornata avrò la sensazione di averla persa.
La domenica cavolo è un giorno che mi manda nei matti, perchè dovrebbe essere il migliore della settimana, invece disattende sempre le aspettative.
Perchè forse non riesco mai a passarlo come volevo....

DEVO FARE QUALCOSA
DEVO FARE QUALCOSA
DEVO FARE QUALCOSA

...sento che inizia a funzionare...forse se insisto mi convinco

DEVO FARE QUALCOSA
DEVO FARE QUALCOSA
DEVO FARE QUALCOSA
DEVO FARE QUALCOSA
DEVO FARE QUALCOSA
DEVO FARE QUALCOSA

ok ci sono quasi....

Iniziamo da una doccia, poi si vedrà...

giovedì 22 aprile 2010

Prova moda



Vediamo se riesco a metterci pure la moda qui dentro :P
Intanto questa è una selezione operata da me grazie al sito di H&M....ad essere onesta però non è che desse molta scelta, più che altro ho scelto i meno peggio.
Vabè come dicevo, per ora è solo una prova.

mercoledì 14 aprile 2010

Stato: LIBERA

Stamattina ero al comune per delle pratiche, e così, di fronte ad una gentilissima impiegata comunale ho fatto una interessante quanto bizzarra scoperta: sulla carta d'identità sono stati aboliti gli stati civili di nubile/celibe, separata/o e vedova/o. Ora si scrive solo LIBERA.
Libera capito?

Ovviamente non potevo lasciar passare la cosa in sordina, e con una risatina trattenuta ho dovuto per forza chiedere all'impiegata che fine avesse fatto la dicitura di nubile.
La signora, viso paffutello e dolce da zia, mi ha informato con grande soddisfazione che da un paio d'anni si scrive solo LIBERO, e anzi, se lo voglio, la legge prevede anche che non sia scritto assolutamente nulla alla voce "stato civile"

Devo dire che questa seconda notizia mi ha stupito e divertito almeno quanto la prima. Ma perchè, mi sono chiesta...perchè mai uno dovrebbe avere problemi a dire se è nubile o qualunque altro stato?

Allora ho deciso di cercare su internet chi fosse il genio che ha speso tempo (e nostro denaro) per apportare questa importante modifca alla carta d'identità.
Perchè,mi son detta, se qualcuno ha pensato ad una cosa del genere, sicuramente sulla sua c'era scritto qualcosa che non gli piaceva, e io volevo sapere qual'era questa dicitura tanto fastidiosa.

Ma ancora di più ero curiosa di sapere chi fosse ad ever pensato alla parola LIBERO.
Caspita non riesco a pensare a nessun altro termine più pregno di sfumature e significati.

LIBERA...ma libera implica che io non abbia qualcosa a "impedirmi" o meglio ancora incatenarmi. E quindi libera da cosa?
Sono pronta a giocarmi le palle che non ho che questa innnovazione sia frutto della mente di un uomo.

Purtroppo per me, però, non sono riuscita a trovare nulla su internet che mi facesse risalire alla leggicola o quel che sarà, che ha portato questa importante e innovativa modifica alla carta di identità, però da oggi sono consapevole di questa grande novità: SONO LIBERA...

...insomma...che si può volere di più dalla vita?

lunedì 12 aprile 2010

Tornata

Quando ho chiuso questo blog a dicembre l'ho fatto controvoglia. L'ho fatto per tutelare alcuni, compiacere altri. Di fatto è stato controvoglia.
Sono passati mesi, e molte cose che non ho nessuna intenzione ne desiderio di raccontare sono successe.
L'unica importante è che non sento di dover più tutelare nessuno, e a me scrivere qui piaceva. Mi piaceva il tema e il blog stesso, che ho impiegato tanto ma proprio tanto tempo ad impostare, disegnare (perchè dal banner alle scritte allo sfondo, è tutto un mio disegnino da amanuense poi scannerizzato).



Insomma...ho vagato in questi mesi, aprendo altri blog, provando a ricreare situazioni che mi restituissero ciò che trovavo qui, ma non c'è stato verso.
Così stasera, scrivendo su uno di questi altri blog la rabbia per non riuscire più a scrivere altro che piagnistei, mi sono resa conto che la ragione è che l'errore sta alla base: cercare di fare una cosa che mi piace, quindi per me, ma secondo modalità che mi sono in un certo senso lasciata imporre.

Insomma non potevo trovarmi bene da nessun'altra parte, per la semplice ragione che non ci volevo stare, da un'altra parte.

Ecco, insomma chiaro o non chiaro (mi sa più non chiaro), questa è la ragione per cui sono tornata.
Bentrovati.

M'


lunedì 14 dicembre 2009

addio

Questo sarà sicuramente uno degli ultimi posto su questo blog.
La ragione è la stessa per cui ho chiuso l'altro: quando troppa gente inizia a collegare quello che c'è scritto qui con la persona che nel real la scrive, io non riesco più a scrivere.
Prima di chiudere vorrei lasciare un pensiero, che in fondo è stato guida, ed è sempre guida, della mia vita...

...è il conflitto tra razionalità e quella dimensione infantile e fiabesca che è l'essere umano.
Secondo il pensiero corrente l'evoluzione consisterebbe nell'esserci disfatti della magia che popolava il nostro mondo nei secoli addietro, ed averla sostituita con la razionalità.
Fate, streghe e leggende sono state sostituite da formule, calcoli e...in fin dei conti, bilanci.
Al caldo emotivo si è sostituito il bilancio. L'azienda guadagna o perde, le cose danno rientro o meno. Tutte.
Eppure non è così che è cresciuto l'essere umano. Ma è così che sta finendo.
Nessuno si ricorda che siamo respiro, e una grande quantità di altre cose che non sono ne misurabili ne obiettivamente valutabili.
La logica ci fa sentire bene.
Le convenzioni ci tranquillizzano.
In sociologia la prima cosa che ti spiegano è il perchè tendiamo tutti a categorizzare e comportarci nel rispetto delle norme sociali. Lo facciamo perchè siamo terrorizzati.
L'idea di restare soli è per l'uomo peggiore dell'idea di nn mangiare.
Le nostre azioni seguono questa logica.
Categorizziamo perchè la realtà è troppo complessa da capire, e senza categorie in cui analizzarla ci perderemmo nel vuoto di noi stessi.
Razionalizziamo per dare delle motivazioni.
Eppure, siamo così tanto più di questo. Ma è difficile parlare di tutto quello che c'è dietro. E' difficile anche solo accettarlo quello che sentiamo dietro.
Magia, paura, favole e mostri. Le abbiamo tutti dentro, eppure è come se ci fosse una forza misteriosa che ci impedisce anche solo di prenderle in considerazione.

Beh io sono strana e questo ormai è chiaro a tutti. E quella forza misteriosa è padrona della mia vita. Anzi mi correggo, sono io che ho deciso di seguire quella forza, invece della grande razionalità che in fondo domina il mio carattere.
Viviere o sopravvivere?
Aspettare o sfidare?
Sognare o misurare?

La cosa strana è che il mio lavoro è da sempre estremamente razionale. Un calcolo, niente di più. Io non volevo fare questo. Ma mio padre decise che assecondare la mia natura sognatrice sarebbe stato un danno per me. In fondo, diceva, ero nata fuori da ogni crisma, e l'unica cosa ragionevole era cercare di riportarmi sul binario della normalità.
A 14 anni mi segnò al classico, ma io volevo fare l'artistico. DAlla prima elementare ero sempre stata la prima della classe, ma mi feci bocciare sperando che mi lasciassero vievere nel mio mondo. Dopo la bocciatura mi segnò allo scentifico. Dalla padella alla brace.
E qui arriviamo al perchè di questo blog. Perchè una persona che vive sulla lama? Borderline, così mi definiscono gli psicologi. Vivo su quel bordo sottile che separa il mondo razionale dal mondo di fate e vampiri.
Forse se mi avessero permesso di coltivare il mondo che avevo nella testa oggi avrei un blog di design e pittura.
Invece ne ho uno che si domanda perchè le cose non vadano mai come dovrebbero andare.
Lo chiudo, anche perchè ho capito che non è vero che volevo solo lavorare.

In realtà il problema è che ero in un mondo che non volevo. Uno fatto di numeri, rendimenti, statistiche ecc ecc
CI credete? Io sono stata per molto tempo una creatice di indici.
Creare un indice è un'operazione complessa, che richiede una combinazione di logica e astrattismo. Per me ogni indice è una violenza fisica. Razionalità e metafisica. Misurare l'immisurabile. Una violenza.
Ora non ne faccio più, di indici.
QUesta è una delle cose che volevo, smettere di dover declinare l'immisurabile con la matematica.
In fondo è un pò quello che ho fatto della mia vita. Schemi, matematica, indici, e convenzioni...tutte cose che ho dovuto imparare a forza.
Oggi dipingo, finalmente, come sempre ho fatto, ma negli scampoli di tempo. Oggi lo faccio quasi tutte le sere.
Oggi scrivo, certo non qui, ma scrivo tutte le cazzate che mi frullano per la testa.
Oggi il lavoro è ancora numeri, ma per questo non credo sia possibile fare niente.
Tuttavia, sono venuta nella terra degli dei, imbevuta di leggende e tradizioni. Una terra in cui gli elementi naturali sono ancora padroni, e la gente sembra ricordare quelle antiche leggende.
Sono gli schemi mentali ad essere diversi, e la grammatica e la semantica ne sono conseguentemente suscettibili.
Io volevo lavorare. E il lavoro l'ho trovato.
Volevo anche sognare, e ho trovato anche quel diritto.
Volevo una casa che non mi costasse sacrifici, e anche quella l'ho trovata.
Volevo un lavoro che mi permettesse anche di lasciare la mia anima strega libera di esprimersi. E l'ho trovata.

Ho passato i miei primi 32 anni a piangere, schiava di una vita che sentivo profondamente sbagliata e fredda.
Oggi ho trovato buona parte di quello che volevo. E così, penso che potrò anche chiudere questo blog.
Ne aprirò altri certo, io ho bisogno di scrivere così come di respirare.
Ma non lo troverete.

Penso di potervi lasciare con un consiglio: vivete gente, rischiate, piagete, lottate, e sappiate anche perdere.
C'è un film che amo in cui c'è una frase che ho fatto mia maestra di vita:
hai 5 minuti per crogiolarti nelle deliziose voluttuosità della sofferenza
goditela, abbracciala
abbandonala
e procedi!



vivete così, e non dimenticate mai che noi non siamo razionalità, convenzione, matematica. Siamo sogno, emozione, fantasia e illogicità. Quello che domina la nostra vita è l'emozione, e non c'è niente di razionale nelle emozioni, niente di etichettabile.

Buona vita a tutti.

Love

lunedì 30 novembre 2009

cambio prospettiva...

Pian pianino sto ricostruendo tutto....
ho rimesso i post che avevo nascosto e ora vi spiego anche cosa era successo:

...il punto è che tra le cose da affrontare con il trasloco troppo spesso non considero che la differenza nel vivere qui non consiste solo nelle strade o nell'accento, ma sono gli schemi mentali, le dinamiche quotidiane ad essere profondamente diverse.
Nel caso specifico, molto innocentemente, essendo abituata io ad essere un puntino in una grande città, e quindi per definizione assolutamente anonima e inritracciabile, avevo lasciato nel blog indicazioni personali abbastanza precise.
Rintracciarmi qui però, anche solo con la foto del giardino che avevo messo è cosa semplice come trovare l'auditorium a Roma (chi vive a Roma sa cosa intendo...c'è un cartello auditorium ogni tre metri da l'olgiata ad anagnina)

Chi potrebbe cercarmi tuttavia? In effetti pensavo nessuno, quantomeno nessuno di cui debba preoccuparmi, invece caso ha voluto che google abbia tirato fuori il mio blog in seguito alla ricerca...diciamo di donnine disponibili proprio nel paesino in cui mi ero stabilita io.

Questo lo so perchè nelle statistiche del blog mi fa vedere anche come le persone sono arrivate al mio blog, e quindi quali parole inserite nei motori di ricerca vi hanno portato qui.

Insomma, leggendo che ero uscita fuori ad una persona che non cercava esattamente un racconto da leggere, ma cose ben più serie, e rendendomi conto di come uscisse il fatto che vivevo sola e dove, me la sono fatta addosso :P

Fortunatamente però avevo gia deciso di lasciare quella casa, era troppo isolata per me, e quindi negli stessi giorni ho fatto il secondo trasloco nel giro di due mesi.

A parte il fatto che ormai sono Ms Muscolo, a forza di caricare e scaricare scatole, ma adesso ho imparato la lezione: questa città è in pratica un paesone, ed è decisamente l'ora che inizi a muovermi con maggiore discrezione.


Beh questo è tutto

A presto ciccifrulli
la precaria saluta

domenica 15 novembre 2009

Tanti auguri

Quante cose che dovrei scrivere. Ad esempio perchè ero sparita, ciao sono tornata, ecc ecc

beh non mi va, stasera ho solo voglia di scrivere e nessuna di spiegare. Stasera sono incastrata sul pensiero dei giorni speciali. Avete presente? Compleanni, anniversari, natale, capodanno, ecc ecc
Stasera vorrei parlare dell'inutilità e diciamo "semiotica" dei giorni speciali, se vi va, seguitemi e ditemi cosa ne pensate...

La mia riflessione è semplice: che senso hanno? Io l'unica cosa bella che ci vedo è che non si lavora. Ma probabilmente è proprio quello il loro significato, e la ragione della loro nascita.
ALmeno per natale e cavolate simili.
Ma i compleanni? Ma cosa festeggiamo?
Mio padre ogni compleanno della mia vita è riuscito a renderlo un momento di pessimismo.
Ad esempio l'anno in cui feci 29 anni mi chiamò per farmi presente che ero appena entrata nel mio trentesimo anno e ancora non avevo concluso niente.
Non potendo obbiettare sul secondo punto, iniziai una infervorata discussione sulla prima parte, e cioè che entravo nei 30
insomma ne compivo 29
facendo i conti dovetti però accettare che aveva ragione...entravo nei trenta.
E soprattutto
non avevo ancora concluso niente.
Tanti auguri insomma.
E cmq se festeggio 29, 15 o 70 anni...mica è un merito.
Vabe qualche mese fa sono stata ad un compleanno di una 100enaria.
QUello in effetti sembrava da festeggiare...non fosse stato che alla mia domanda "rosina è contenta di festeggiare i suoi 100 anni" Rosina ha risposto "sono stanca quand'è che muoio? E cmq tu chi sei? Sta a attenta a non peccare che il diavolo ti si porta"

Ecco, dicamo che Rosina "tu chi sei" me l'ha chiesto per tre anni. Ogni volta glielo spiegavo, capiva li per li, e diceva di volermi bene, però poi sempre la stessa domanda. Rosina c'è...la sua testa un pò meno.
Anche in questo caso dunque non saprei se sia davvero da festeggiare.

Ma parliamo anche del natale, visto che si avvicina.
Questo natale io per la prima volta dormirò dai miei genitori. SOno così eccitati che mi spavenano.
Non dormo a casa dei miei da più di 10 anni...e non so perchè ma per loro è una cosa insopportabile. Non capisco cosa possa significare, insomma mentre dormo mica sono con loro, mica parliamo...eppure sembra che sia tutto.
Probabilmente non lo capisco perchè non ho figli.
Cmq mi fanno paura, mi sembrano un uomo che corteggia una donna per 10 anni che non gliela da mai, e ora sa che la avrà in una data predefinita.
Inizio ad avere l'ansia da prestazione...saprò dormire come vogliono loro? Andrò a letto quando li renderà felici? E al risveglio riuscirò a non tirargli addosso un cuscino pensando che siano le mie gatte?

Poi sul natale ne avrei altre mille, ma insomma me le tengo per quando ci entreremo più nel caldo.

Una cosa bella però c'è nel natale, ed è come lo passiamo a casa mia.
Noi siamo 4
solo 4
sempre stati 4
niente di più
si pranza anche abbastanza in fretta, il menù prevede tortellini in brodo fatti a mano e lesso di polpettone e pollo in salsa e purea.
Da sempre che mi ricordi.
Dopo di che tutti davanti al camino a sonnecchiare.
Ecco quello è il momento più bello.
Insomma, il natale a casa mia è un giorno di puro relax. Nessun rumore, nessuna fatica. SI mangia leggero e poi ci si gode un giorno di puro relax tutti accoccolati l'uno sull'altro davanti al camino.
Il tempo si ferma, il mondo resta fuori. E torniamo tutti a quel momento di felicità in cui niente può nuocerci, niente può entrare. I telefoni sono muti perchè tutto il resto del mondo è impegnato in grandi festeggiamenti. Ma da noi no, da noi regna la pace.

E' il riposo dei guerrieri. Che sia per questo che i miei bramano tanto che dorma da loro? Per avere quel riposo? Tutti a casa, tutti sotto lo stesso tetto. Il camino che schioppetta, sul fuoco i panegacci liguri, mia madre che come sempre bisbiglia e mio padre che ormai ci sente poco o niente che fa finta di capire.
Io e mio fratello li guardiamo, sorridiamo, e tutti ci addormentiamo così, sui divani di fronte al camino.

Ma si va, in fondo queste feste un senso ce l'hanno...basta ricordarselo.

E poi...è il momento di fare degli auguri...

Non hanno granchè senso è vero, almeno finchè non siamo noi a darglielo.
Allora si che hanno un significato profondo.

Un buon non compleanno e non natale a tutti.
V'