martedì 13 maggio 2014
Magrí Art Journal: Decorare con i tappi di sughero
Buona creatività :-) :-)
Magrí Art Journal: Decorare con i tappi di sughero: Ciao Bella gente, eccoci ad una nuova pagina dell'art journaling, in cui spiegherò come creare una bella decorazione con dei semp...
domenica 11 maggio 2014
Rimorsi
Se avessi saputo che quello sarebbe stato il nostro ultimo abbraccio
Giuro
Ti avrei stetto più forte....
sabato 10 maggio 2014
Magrí Art Journal: Zentangle e china (quello che sto facendo sull'altro blog)
martedì 6 maggio 2014
Magrí Art Journal: Cos'è un Art Journal
giovedì 1 maggio 2014
Parafrasando Jacques Prevert
lunedì 28 aprile 2014
La veritá é che ho ancora troppe cose da fare...
Nella vita ci sono momenti di amore profondo.
Momenti inaspettati che non hanno niente a che vedere con quello che ti aspetti.
Un padre ritrovato, il risveglio dall'anestesia di un'operazione che temevi.
Pensieri anarchici che vanno ad abbracciare dolcemente qualcuno che nemmeno si ricorda di te.
Ho pensato che per la prima volta seriamente che sarebbe potuta essere l'ultima volta che uscivo di casa.
Poco prima dell'operazione mio padre mi ha chiesto dove avevo parcheggiato la macchina. Mi ha fatto infuriare, perché ho capito che nemmeno lui, che mi ama come nessuno ha mai fatto, era sicuro che mi sarei risvegliata.
"Non ti serve saperlo, perche io mi risveglieró e la userò per riportarmi da sola".
E lui ha pianto.
Anche io.
Però l'ho fatto davvero. E mi sono portata a casa con tutti i miei pezzi attaccati.
Sveglia, un pó debole, ma in fondo piu forte di prima.
Mi hanno raccontato che quando sono uscita dalla sala operatoria dicevo a tutti quelli che incrociavano me e la mia barella "lo vedi che sono forte? Sono una bomba io! Ora vado a prendermi un caffé al bar"
Hahahhaa.
Mia madre, che mi aspettava in camera, dice che mi ha sentito dal corridoio, a quanto pare chiedevo a tutti come stavano e se erano felici. E continuavo a dire che bisogna esssere felici sempre.
Ad una porta dalla mia stanza ho fatto fermare la barella per parlare ad una ragazza operata per aborto spontaneo. volevo farla stare meglio a tutti i costi, io, con i tubi chr mi pendevano da ogni dove.
Quando finalmente sono dtata portata nella camera, mia mamma sorrideva.
"L'ho capito dalle dal corridoio che me la stavate riportando,
questa,
unica e inconfondibile,
é mia figlia. Noi la chiamiamo pentolina. Fa cosí da quando ha imparato a parlare"
Poveri genitori, chissa quanto rompevo le palle.
Nel delirio da morfina ho pensato che fosse ironico farmi il mio primo selfie. Del tipo voi fighette vi mettete in posa e io l'unico che mi faccio é nel mio stato estetico peggiore: dopo un'anestesia totale in cui pare stessi inspiegabilmente sul punto di lasciarci le penne
(Niente di inspiegabile, ci si deve andare digiuni e senza acqua o sigarette da 24 ore, e io me ne sono fregata)
L'anestesista dice che le ho fatto perdere 10 anni di vita.
Io comunque sono ancora qui.


